Le origini del malocchio

Se c’è una realtà la quale è presente in tutto il mondo e che coinvolge qualsiasi ceto sociale, ed alla quale tutti credono con nomi più o meno identificativi, questa realtà si chiama MALOCCHIO.
Le prime tracce del credo dell’esistenza del malocchio le troviamo in un antico frammento di terracotta che parla del malocchio appartenente alla cultura Caldea che fa riferimento alla antica cultura Assira. A quei tempi il malocchio veniva chiamato Sixul.
Ma segni inequivocabili sul malocchio li troviamo anche nell’antico Egitto in papiri risalenti a 1.200 anni prima di Cristo.
Teniamo poi conto che nella religione Islamica, le ultime due Sure del Corano, identificano esattamente l’idea del malocchio, che secondo tali sure è generato dallo sguardo dell’invidioso e conseguentemente, essendo il Corano un libro religioso, invoca la protezione divina contro tale fenomeno, che i mussulmani identificano poi nel Talismano della celeberrima “mano di Fatima” una protezione molto potente.
Ma il malocchio lo troviamo presente anche nella cultura ebraica e man mano che ci avviciniamo ai giorni nostri, molti autorevoli personaggi, che vanno dalla Chiesa al pensiero filosofico ed al convincimento di illustri scienziati di ogni epoca, parlano di malocchio al di sopra di ogni ragionevole dubbio.
Al giorno d’oggi molti sorridono davanti a termini come malocchio, e liquidano l’argomento a mio avviso con troppa facilità e superficialità, relegandolo a mero fenomeno della superstizione popolare; dimenticando che sia la storia, che le religioni e la filosofia sostengono l’esistenza del malocchio (non parliamo poi dell’Esoterismo, delle Magia e dell’Occulto) e ciò dall’inizio della storia dell’uomo, forse qualcosa di vero c’è…e male non farebbe se gli scettici rivedessero le loro teorie e cercassero di dare una spiegazione al “mistero” del malocchio, ossia alla possibilità di nuocere, di danneggiare il prossimo con lo sguardo.

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