La ritualistica religiosa dal punto di vista occulto

Charles Webster Leadbeater fu un esponente di spicco della Società Teosofica, dopo la morte della fondatrice Helena Blavatsky. Autore di diversi interessanti libri, fu anche criticato in ambiti esoterici per alcuni errori che, secondo molti, sono contenuti nei libri stessi, ma soprattutto fu criticato per la vicenda di Krishnamurti, che il Leadbeater credette erroneamente essere, quando Krishnamurti era ancora un ragazzino, la reincarnazione del Signore Maitreya ovvero il Cristo. Nonostante gli errori indubbiamente commessi, Leadbeater era dotato di un certo grado di chiaroveggenza e ha scritto anche molte cose assai interessanti, tra cui “Il lato nascosto delle cose” che tratta di svariati argomenti dal punto di vista esoterico-occulto. In questo libro si parla, tra le altre cose, anche degli aspetti occulti della ritualistica religiosa.
Secondo quanto riporta il Leadbeater, i rituali religiosi sono stati stabiliti e codificati dai fondatori delle religioni stesse, allo scopo di creare una sorta di meccanismo automatico di diffusione capillare della forza spirituale. In altre parole, la pratica di certi rituali secondo regole ben precise è una vera e propria operazione di magia bianca, in grado di attivare la connessione con la forza spirituale del maestro. Leadbeater riferisce di indagini occulte da lui stesso effettuate, per verificare l’efficacia di tali rituali nell’ambito delle Chiese cristiane. Il risultato ha mostrato come la pratica ritualistica religiosa sia sempre efficace indipendentemente dalle qualità personali del sacerdote, qualità che influiscono certamente ma in modo indipendente dal risultato dovuto al rituale. L’autore afferma anche di aver rilevato come l’effetto magico si attivi solamente quando il rituale viene effettuato da sacerdoti regolarmente ordinati, mentre se ad effettuarlo sono altre persone non si ottiene il medesimo risultato. Secondo dunque gli studi occulti del Leadbeater, i Sacramenti delle Chiese cristiane sono effettivamente in grado di connettere in qualche modo chi li riceve con la forza spirituale del Cristo, che tuttavia tende ad avere un effetto solo temporaneo se il ricevente pratica uno stile di vita non confacente agli insegnamenti del Maestro. L’autore afferma infatti di aver notato una consistente modificazione dell’aura delle persone nel momento, ad esempio, in cui ricevevano l’Eucarestia, ma l’aura tendeva poi gradualmente a riprendere l’aspetto precedente più o meno rapidamente, a seconda dei casi.
L’ordinazione sacerdotale e la ritualistica religiosa sarebbero quindi state create dai Maestri fondatori per mantenere una connessione con la forza spirituale attraverso una sorta di meccanismo magico inconsapevole, sapendo che l’umanità a un certo punto si sarebbe inevitabilmente allontanata, per ragioni legate all’evoluzione, dalla conoscenza pura. A proposito della religione cristiana, secondo Leadbeater (ma anche un po’ tutti in ambito esoterico) le varie Chiese avrebbero perso la vera conoscenza prima con l’espulsione della corrente Gnostica nei primi secoli dopo Cristo, e poi con la rinnegazione degli insegnamenti di Origene, uno dei più autorevoli Padri della Chiesa originaria. Da quel momento il Cristianesimo si sarebbe diviso in due correnti, una esoterica che conserva la conoscenza pura per i pochi che possono comprenderla (Gnostici, Catari, Rosacroce) e l’altra exoterica (le varie Chiese) che possiede invece il potere della ritualistica efficace su chiunque e adatto quindi alle grandi masse inconsapevoli. Non possiedono invece nè conoscenza nè potere le sette, i cui insegnamenti si basano su speculazioni intellettuali dei fondatori anche se a volte diffondono idee più accettabili e progressiste di quelle delle Chiese.
In conclusione, dagli studi del Leadbeater possiamo comprendere come solo l’esoterismo possa fornire l’autentica conoscenza, mentre la funzione delle Chiese exoteriche è altrettanto importante in quanto ha il potere di trasmettere forza spirituale attraverso i Sacramenti. Non c’è tuttavia da aspettarsi alcunchè da queste ultime per quanto riguarda la conoscenza, dato che i dogmi della teologia “ufficiale” non hanno più alcuna connessione con la realtà ma sono frutto di speculazioni intellettive. Dalle sette invece non ci si può aspettare nulla dal punto di vista di una reale connessione con la forza del Maestro, la loro funzione può al massimo limitarsi all’aggregazione sociale o poco più. 

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