Considerazioni esoteriche alla domanda: "Perchè alcuni giovani commettono crimini così efferati?"

CONSIDERAZIONI (…E RISPOSTE)
I. L’Uomo non è soltanto una scimmia molto evoluta: egli è piuttosto una specie animale che ospita uno Spirito immortale.
II. Gli Spiriti sono continuamente emanati “tabula rasa”, senza alcuna conoscenza, solamente con la capacità di autoriconoscimento: l’unica nozione iniziale è “io sono”. Da quel momento iniziano il loro infinito cammino evolutivo, attraverso l’esperienza dell’Universo circostante.
III. Le primissime esperienze dello Spirito consistono nel prendere coscienza di sè, poi nel contatto con altri Spiriti come lui. Dopo questa prima fase, ha la necessità di percepire il mondo fisico attorno a lui e interagire con esso: l’unico modo è di costituirsi attorno un campo energetico intermedio tra spirito e materia, detto “anima”. Così attrezzato può finalmente passare a sperimentare la materia bruta e la vita biologica. Una delle possibili basi per tale esperienza è la Terra.
IV. Lo Spirito passa un certo tempo nella sola osservazione delle forze della natura, poi degli esseri viventi, dai vegetali agli animali più semplici, risalendo la scala evolutiva.
Poi finalmente è pronto per l'”incarnazione”, un periodo di contatto diretto e totale con un essere vivente, con la specie animale che gli offra gli strumenti più raffinati possibile. Sulla Terra la specie più adatta per le sue caratteristiche biologiche e sociali, è quella umana.
V. L’incarnazione è uno strettissimo contatto dello Spirito con un corpo vivente umano, dalla nascita alla morte. In tal modo egli svolge le esperienze della materialità. E’ questa una delle esperienze fondamentali proprio perchè lo Spirito è radicalmente diverso dalla materia: da essa ottiene la conoscenza diretta delle leggi fisiche e biologiche, dei meccanismi della psiche, del funzionamento della società, ecc.
VI. L’incarnazione non avviene casualmente, dove capita, ma viene anzi meticolosamente progettata e predisposta in tutti i dettagli dallo stesso Spirito che si incarnerà. Viene aiutato in questo da altri Spiriti di maggiore evoluzione: è questo il cosiddetto “programma” per quella incarnazione. Il programma racchiude ciò che è previsto che lo Spirito viva come essere umano, secondo le sue necessità evolutive di quel particolare momento.
VII. Per funzionare, il programma deve essere armonizzato il più possibile con quello di tutte le altre persone, anch’esse con un loro programma, che gli saranno attorno nel corso dell’esistenza. A tale scopo il programma è preparato tenendo conto di tutte le caratteristiche della vita che lo Spirito si appresta a vivere, come il luogo geografico, il clima, l’etnìa, il sesso, lo stato di salute prevedibile, la cultura, le religioni e le ideologie, la capacità e le aspettative dei genitori, ecc.
VIII. Lo Spirito incarnato viene sempre seguito “dall’esterno” da un altro Spirito di evoluzione superiore alla sua, detto “Guida”, con l’incarico di far sì che non si verifichino troppe deviazioni dal programma: la Guida non protegge dai pericoli, ma offre consiglio direttamente allo Spirito incarnato, nelle situazioni dalle quali non potrebbe guardarsi. La Guida è popolarmente ma impropriamente conosciuta come “Angelo Custode”.
IX. Lo Spirito si reincarna più volte, generalmente circa una trentina, in tutte le condizioni. Maschio o femmina, sano o sofferente, povero o ricco, fra popoli progrediti o sottosviluppati, e così via, seguendo il piano predisposto.
X. Della sua vera natura spirituale l’essere umano non deve ricordare nulla o quasi, affinchè non vi siano interferenze col programma. L’oblìo della sua origine, oltre che necessario, è anche inevitabile: i ricordi e la sovrastruttura della personalità non risiedono nel cervello, il quale ha una funzione di trasduttore fra energie diverse, ma piuttosto nel campo energetico dell’anima, la quale viene rielaborata secondo le necessità di ogni vita, e i fatti precedenti vengono resi inaccessibili alla coscienza ordinaria. Tuttavia, a partire da una certa evoluzione, una vaga nozione di sè tende a manifestarsi comunque, generalmente come “tensione” di tipo metafisico, che sovente diviene sentimento religioso.
XI. Gli errori commessi e le cose non comprese nell’ultima vita vanno a modificare più o meno profondamente il programma successivo, affinchè ci sia la giusta opportunità per rimediare e correggersi. E spesso lo Spirito si predispone volontariamente una esistenza difficile, per verificare personalmente una situazione che non era precedentemente stato capace di comprendere.
XII. Le esistenze di sofferenza, quelle che più all’uomo appaiono incomprensibili, possono avere tre motivazioni diverse:
1) eventi meccanici accidentali sfuggiti alla programmazione: una catastrofe naturale viene sicuramente prevista, meno facilmente una pallottola vagante.
2) conseguenza diretta di una azione prevaricante, non programmata, da parte di altri viventi: è molto difficile, anche per le Guide, governare la complessità della psiche umana e la coercitività dei suoi automatismi.
3) esatta programmazione da parte dell’interessato: sia perchè intende verificare soggettivamente un errore precedente, sia come scelta volontaria di un cammino difficile per accelerare l’evoluzione. Per esempio, se precedentemente ha ucciso e tuttavia non ha compreso appieno l’errore, potrebbe predisporre di essere ucciso a sua volta, da qualcuno che ha bisogno dell’esperienza complementare, allora “vittima” e “assassino” si incontreranno. E’ il concetto indiano del Karma.
Possono anche coesistere simultaneamente più cause.
XIII. Lo Spirito è responsabile di ciò che fa, ma solo per le cose che è in grado di comprendere in base alla sua evoluzione. A grande evoluzione corrispondono grandi responsabilità, mentre chi è poco evoluto avrà poche responsabilità. Infatti lo Spirito che è al suo primo contatto con la materia, combina facilmente grossi guai, poichè non ha appreso ancora nulla, e non ha alcun riferimento. Alla prima incarnazione gli Spiriti non rispondono praticamente di nulla, qualsiasi cosa abbiano combinato tramite quel corpo.
XIV. Nessuno, dall’esterno, giudica lo Spirito per come ha vissuto. La valutazione la fa lo Spirito stesso, aiutato da altri più evoluti, nell’ampio margine di tempo che viene lasciato tra una vita e l’altra. Sono necessarie molte vite anche perchè è molto difficile attuare per intero il programma: la resistenza dovuta agli istinti biologici e alla preponderanza degli automatismi psichici è fortissima.
XV. Tutti i programmi di tutta l’Umanità debbono essere resi compatibili ed armonizzati tra loro: su scala locale (famiglia, amicizie, contatti), poi su scale intermedie (città, regioni, nazioni) e, infine, su scala globale (planetaria). Per raggiungere q}esto scopo gli Spiriti di maggiore evoluzione règolano le possibilità di incarnazione secondo cicli predeterminati, affinchè le condizioni siano maggiormente prevedibili e pianificabili. Si susseguono cicli di circa 2100 anni, e l’ultimo (il nostro) è iniziato poco prima della venuta di Cristo.
XVI. In un ciclo, le proporzioni fra i possibili gradi di evoluzione degli Spiriti presenti sono programmate e rispettate con esattezza, per evitare pericolosi squilibri. Una preponderanza dei livelli più bassi porterebbe inevitabilmente a troppa animalità e disordine sociale, rendendo impossibili le esperienze dei più evoluti. Allo stesso modo, una preponderanza di elementi molto evoluti porterebbe ad un eccesso di spiritualizzazione, perdendo di vista la materia bruta come elemento anch’esso fondamentale di conoscenza. Perfino un eccesso di evoluzioni medie sarebbe dannoso, in quanto introdurrebbe un appiattimento generale, senza i possibili spunti dati dalla interazione con i due estremi evolutivi.
XVII. Alla fine di un ciclo di 2100 anni, la maggior parte degli Spiriti ha concluso ordinatamente tutta la sua serie di vite previste, e la loro esperienza sulla Terra può considerarsi conclusa. E’ tempo per loro di passare a nuove modalità di esperienza, lasciando il posto ad altri. Gli Spiriti che non fossero riusciti a completare il loro percorso evolutivo entro quel ciclo, dovranno attendere moltissimo tempo prima che si ripresenti loro la giusta occasione, la precedenza andrà agli Spiriti del nuovo ciclo.
XVIII. Nel tempo restante subito prima dell’inizio di un nuovo ciclo viene permessa l’incarnazione simultanea di molti Spiriti alla loro prima esperienza. Questo avviene, ed è utile, perchè gli sconvolgimenti prodotti dalla presenza di molti Spiriti inevoluti aiuta a chiudere un vecchio ciclo ed a iniziarne uno nuovo. Dal punto di vista umano, gli orrori, gli eccessi e la decadenza morale prodottesi danno ai superstiti la forza di reagire e ricominciare da capo un mondo migliore: un nuovo ciclo, appunto.
XIX. Questi “novizi”, al confronto della evoluzione media degli incarnati in quel momento, possono essere considerati dal punto di vista umano come profondamente distruttivi e amorali, ma in realtà sono solo digiuni di ogni esperienza. Essi hanno la stessa “colpa” che potrebbe avere un bimbo dell’asilo che fosse lasciato libero di giocare fra i laureandi, in un laboratorio universitario.
XX. La nostra Terra si trova proprio ora alla fine di un ciclo, e per questo sappiamo che una percentuale considerevole dei giovani nati negli ultimi 25 anni, stimabile attorno al 10-15 percento di tutti i nati, è alla sua prima esperienza. Di essi, i più vengono “inquadrati” dalla educazione ricevuta e dalle regole sociali, le ragioni delle quali tuttavia non comprendono ancora: dal punto di vista sociale possono non fare mai alcun danno e vivere una vita mediamente “normale”. Tuttavia un attento osservatore potrebbe riconoscerli, in quanto nel loro intimo sono singolarmente privi di ogni empatia verso il prossimo, in pratica totalmente incapaci di amare disinteressatamente.
XXI. La parte restante di questi “principianti”, agendo in perfetta buona fede, senza avere alcuno strumento di valutazione, si lasciano trascinare dalle dinamiche animalesche dello psichismo di gruppo, o da qualsivoglia occasione propizia al soddisfacimento dei bisogni di un Ego elementare.
XXII. Da quanto detto sinora, si comprende come da questi esseri alla prima esperienza terrena possano facilmente scaturire azioni orrende, per gli uomini. Terribili violenze gratuite, omicidi, stupri, aggressioni al diverso da sè… E ancora, adesioni ad ideologie brute ed elementari, o a comportamenti assurdi durante le manifestazioni sportive, e tutto ciò di cui la cronaca giornalmente ci informa. Questi tremendi comportamenti hanno in comune, per chi li attua, la valenza di riuscire a produrre la realizzazione di un Ego affamato di riconoscimento e gratificazione, realmente inconsapevole del danno arrecato ad altri.
XXIII. Tutto questo, logicamente, produce nella società grande sconcerto, riprovazione ed incredulità. E una volta presi nelle maglie della Giustizia umana, i “colpevoli” ben difficilmente comprenderanno appieno la gravità delle loro azioni, considerando assolutamente ingiusta e sproporzionata la pena loro inflitta. 

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