Glossario Teosofico: I

I – Nona lettera dell’alfabeto Inglese e decima di quello Ebraico. In entrambe le lingue il suo valore numerico è 1, ma in Ebraico è anche 10 (Vedi J) che corrisponde al nome divino Jah, il lato o aspetto maschile dell’essere ermafrodito (Jah-hovah) l’Adamo maschio-femmina di cui hovah è l’aspetto femminile. È simboleggiato da una mano con l’indice piegato verso il basso, per mostrare il suo significato fallico.
IACCO (Gr.) – Sinonimo di Bacco. La mitologia menziona tre personaggi con questo nome: erano degli ideali Greci più tardi adottati dai Romani. Si afferma che la parola Iacco sia di origine Fenicia e che significhi “un bambino al seno”. Molti antichi monumenti rappresentano Cerere e Demetra con Bacco in braccio. Uno di questi Iacco fu chiamato il Tebano ed il Conquistatore, figlio di Giove e di Semele; sua madre morì prima della sua nascita e lui fu custodito per un certo periodo nella coscia di suo padre; fu ucciso dai Titani. Un altro era figlio di Giove, sotto forma di Drago e di Persefone; quest’ultimo era chiamato Zagreo. Un terzo era Iacco di Eleusi, figlio di Cerere; la sua importanza deriva dal fatto che egli appariva al sesto giorno dei Misteri Eleusini. Alcuni vedono un’analogia fra Bacco e Noè, entrambi coltivatori della vigna e protettori degli eccessi alcoolici (w.w.w).
IACHUS (Gr.) – Medico Egiziano la cui memoria, secondo Eliano, fu venerata per molti secoli a causa della sua meravigliosa conoscenza occulta. Iachus fu ritenuto capace di fermare delle epidemie semplicemente con certi suffimigi, e di guarire le malattie, facendo inalare ai suoi pazienti delle erbe.
IAHO – Sebbene questo nome sia più ampiamente trattato sotto le parole “Yaho” e “Iao”, non è inopportuno darne qualche spiegazione. Diodoro riferisce che il Dio di Mosè era Iao; ma siccome quest’ultimo nome è un un “dio del mistero”, non può dunque essere confuso con Iaho e Yaho. I Samaritani lo pronunciavano Iabe, Yahva e gli Ebrei Yaho, fino a quando, creata la possibilità di cambiare le vocali Masoteriche, un processo elastico che permette qualsiasi variazione, lo pronunciarono Iehovah. Ma “Jehovah” è un’invenzione ed una invocazione posteriore, poiché originariamente il nome era Jah, o Jacchos (Bacco). Aristotele mostra che gli antichi Arabi rappresentavano Jach (Iacco) con un cavallo, ovvero il cavallo del sole (Dioniso) che seguiva il carro sul quale Ahura Mazda, il dio dei Cieli, andava in giro ogni giorno.
IAO (Gr.) – Vedi Iaho. Il dio più importante dei Fenici – “la luce concepibile soltanto dall’intelletto”, il principio fisico e spirituale di ogni cosa, “l’Essenza maschile della Saggezza”. È la Luce Solare ideale.
IAO HEBDOMAI (Gr.) – Secondo Ireneo, l’insieme dei “Sette Cieli” (anche i Sette Angeli). Il dio misterioso degli Gnostici. Simile ai sette Manasa-Putra degli Occultisti. (Vedi anche “Yah” e “Yaho”).
IBIS Culto dello – L’Ibis, in Egiziano Hab, ad Hermopolis era consacrato a Thoth. Lo chiamavano il messaggero di Osiride perché è il simbolo della Saggezza, del Discernimento e della Purezza, perché non sopporta minimamente l’acqua inquinata. Era utilissimo come distruttore di uova di coccodrilli e di serpenti, e le sue credenziali come simbolo cui tributare degli onori divini erano: (a), le sue ali nere che hanno attinenza con l’oscurità primordiale, il caos; (b), la forma triangolare di esse, poiché il triangolo è la prima forma geometrica ed il simbolo del mistero trinitario. Ancor oggi certe tribù Copte che vivono sulle rive del Nilo, considerano l’Ibis un uccello sacro.
IBN GEBIROL Salomon Ben Yehudah – Grande filosofo e studioso, Ebreo di nascita, che visse nell’XI° secolo in Spagna. Un altro nome di Avicenna. (v. “Gebirol” N. d. T.).
ICHCHHA (Sans.) – Volontà, o il potere della volontà.
ICHCHHA SAKTI (Sans.) – Potere della volontà; forza del desiderio; una delle Forze occulte della natura. Quel potere della volontà che, esercitato nelle pratiche occulte, genera le correnti nervose necessarie a mettere in movimento certi muscoli ed a paralizzarne altri.
ICHTHUS (Gr.) – Un Pesce, simbolo che è stato spesso collegato a Gesù, il Cristo del Nuovo Testamento, in parte perché le cinque lettere che formano questa parola sono le iniziali della frase Greca Iesous Christòs Theou Uios Sotér, Gesù Cristo il Salvatore, Figlio di Dio. Perciò i suoi discepoli dei primi secoli erano spesso chiamati pesci, e nelle Catacombe si trovano disegni di pesci. Si confrontino anche i racconti dove si dice che alcuni dei suoi primi discepoli erano pescatori, e l’affermazione di Gesù – “farò di voi dei pescatori di uomini”. Si noti anche che la Vesica Piscis, una forma convezionale e generica del pesce, si trova spesso Intorno all’immagine di un Cristo, di una santa vergine o di un santo; è un ovale lungo, dalle estremità a punta, lo spazio delimitato dall’intersezione di due cerchi uguali, quando determinano una superficie inferiore alla metà di uno di essi. Si pensi, infine, alla donna Cristiana reclusa, Nun (monaca in inglese – N. d .T.), parola che in Caldeo significa pesce, al pesce connesso al culto della dea Venere, ed anche al fatto che i Cattolici Romani mangino pesce il giorno di Venere, il Venerdì.
IDA (Scand.) – Le pianure dell’Ida erano, secondo l’Edda, il luogo dove si radunavano gli dei per tenere consiglio. È il campo della pace e del riposo.
IDDHI (Pali) – La sintesi dei dieci poteri occulti “soprannaturali” del Buddismo e del Brahmanesimo. (N. d. T. Le siddhi dello Yoga ed in sanscrito Riddhi).
IDEAZIONE COSMICA (Occult.) – Il Pensiero eterno, impresso sulla sostanza o spiritomateria, nell’Eternità; pensiero che diventa attivo all’inizio di ogni nuovo ciclo di vita.
IDEOS – In Paracelso è identico al Caos o, come questo filosofo lo chiama, al Mysterium Magnum.
IDISE (Scand.) – Figure identiche alle Fate ed alle Walchirie che, nelle leggende Norvegesi, sono le donne divine; esse erano venerate dai Teutoni prima dell’epoca di Tacito, come quest’ultimo dimostra.
IDOLO – Statua o immagine di un dio pagano; statua o quadro di un Santo Romano, feticcio di una tribù non meno incivile.
IDOSPATI (Sans.) – Lo stesso che Narayana o Vishnu; assomiglia per certi aspetti a Poseidone.
IDRA RABBA (Ebr.) – “La Santa Assemblea Maggiore”, un capitolo sciolto dello Zohar.
IDRA SUTA (Ebr.) – “La Santa Assemblea Minore”, un capitolo dello Zohar.
IDUNA (Scand.) – La dea dell’immortale giovinezza. La figlia di Iwaldi, lo Gnomo. Nell’Edda si dice che egli abbia nascosto la “Vita” negli Abissi dell’Oceano e che poi, giunto Il momento, l’abbia ancora una volta restituita alla Terra. Iduna era la sposa di Bragi, il dio della poesia; un mito incantevole. Simile ad Heimdal, il “nato da nove madri”, Bragi alla sua nascita si innalza sulla cresta dell’onda che viene dal fondo del mare (Vedi “Bragi”). Sposò Iduna, la dea immortale, che lo accompagna ad Asgard dove lei ogni mattina nutre gli dei con le mele della giovinezza e della salute eterne. (Vedi Asgard e gli Dei).
IDWATSARA (Sans.) – Uno dei cinque periodi che formano lo Yuga. Questo ciclo è preminentemente un ciclo Vedico ed è assunto come base per il calcolo di cicli più vasti.
IEROFANTE – Dal greco “Hierophantes”, che letteralmente significa “colui che spiega le cose sacre”. Colui che dischiude gli insegnamenti sacri, il Capo degli Iniziati. Titolo che nei templi dell’antichità spettava ai più alti Adepti, che erano gli Istruttori e gli espositori dei Misteri nonché gli Iniziatori ai grandi Misteri finali. Lo Ierofante rappresentava il Demiurgo e spiegava ai postulanti alla Iniziazione i vari fenomeni della Creazione che venivano offerti per la loro istruzione”. Egli era l’unico interprete delle dottrine e dei segreti esoterici. Era proibito perfino pronunciare il suo nome davanti ad un non iniziato. Sedeva ad Oriente e portava appeso al collo un globo d’oro, come simbolo della sua autorità. Lo si chiamava anche Mystagogo. (Kenneth R.H. Mackenzie, IX, F. T. S., in The Royal Masonic Cyclopaedia). In Ebraico ed in lingua Caldea il termine era Peter, colui che apre, il rivelatore; ecco perché il Papa, in qualità di successore degli Ierofanti degli antichi Misteri, siede sulla sedia Pagana di San Pietro.
IEROGRAMMATICI – Titolo dato ai sacerdoti Egiziani che avevano il compito di scrivere e leggere gli archivi segreti. Significa “scribi degli archivi segreti”. Erano gli istruttori dei neofiti che si preparavano all’iniziazione.
IEU – Il “primo uomo”; termine Gnostico adoperato nel libro Pistis Sophia.
IEZEDI (Pers.) – Questa setta arrivò in Siria da Bassorah. Usano il battesimo, credono negli Arcangeli, ma nello stesso tempo onorano Satana. Il loro Profeta Iezad, che precedette Maometto di molti secoli, insegnò loro che un messaggero venuto dal cielo avrebbe portato loro un libro scritto dall’eternità.
IFING (Scand.) – L’ampio fiume che divide Asgard, la dimora degli Dei, da quella degli Iotun, i maghi forti e potenti. Al di sotto di Asgard si trova Midgard dove, nell’etere luminoso, era costruita la dimora degli Elfi di Luce. La disposizione ed il collocamento di tutte queste Case, le fa corrispondere ai Deva ed agli altri Loka degli Indù, abitate dalle diverse classi di dei ed Asura.
IGAGA (Cald.) – Angeli celesti identici agli Arcangeli.
I. H. S. – Questa triade di iniziali sta per in hoc signo nella supposta visione di Costantino della quale, nessuno eccetto Eusebio, suo autore, ha mai saputo nulla. I. H. S. viene anche interpretato Iesus Hominum Salvator e In hoc Signo. Comunque è risaputo che il ??S Greco era uno dei nomi più antichi di Bacco. Siccome Gesù non fu mai identificato con Jehovah ma con Il proprio “Padre” (come lo siamo tutti) ed era venuto più per distruggere il culto di Jehovah che a rafforzarlo, come bene hanno affermato i Rosacroce, l’invenzione di Eusebio è trasparente. In hoc signo Victor eris o il Labarum (cioè il Tau e il Resh) è un antichissimo signum, tracciato sulla fronte di coloro che erano stati appena iniziati. Kenealy lo traduce con “colui che sarà iniziato al Segreto Naronico, o del 600, sarà Vincitore”; ma esso significa semplicemente “tramite questo segno hai vinto” – cioè per mezzo della luce dell’Iniziazione o LVX . (Vedi “Neofita” e “Naros”).
IKHIR BONGA – “Uno Spirito dell’Abisso” delle tribù Kolariane.
IKSHWAKU (Sans.) – In India, il progenitore della tribù Solare (i Suryavansa), e figlio di Vaivaswata Manu, il progenitore dell’attuale Razza umana.
ILA (Sans.) – Figlia di Vaivaswata Manu; moglie di Buddha, figlio di Soma; per decreto di Saraswati, essa è donna per un mese ed uomo per il mese successivo; si tratta di un’allusione alla seconda razza androgina. Ila è anche Vach sotto altro aspetto.
ILAVRITI (Sans.) – La regione al centro della quale è posto il Monte Meru, la dimora degli dei.
ILDA BAOTH – Letteralmente, “il bambino uscito dall’Uovo”, un termine Gnostico. È il creatore del nostro globo fisico (la terra), secondo l’insegnamento Gnostico del Codex Nazareus (il Vangelo dei Nazareni e degli Ebioniti). Il Codex lo identifica con Jehovah, il Dio degli Ebrei. Ilda Baoth è “il Figlio delle Tenebre” in senso cattivo, ed il padre dei sei “Stellari” terrestri, spiriti oscuri, l’antitesi dei luminosi spiriti Stellari. Le loro dimore rispettive sono le sette sfere, la superiore delle quali inizia nello “spazio di mezzo”, la regione della loro madre Sophia Achamôth, e l’inferiore termina su questa terra – settima regione (Vedi Iside Svelata, vol. II°, pag. 170). Ilda Baoth è il genio di Saturno, il pianeta o, piuttosto, il cattivo spirito del suo reggente.
ILIADOS – In Paracelso, lo stesso che “Ideos” (v.), Materia primordiale allo stato soggettivo.
ILLA-AH (Ebr.) – Adamo. Nello Zohar, Adam Illaah è l’Adamo celeste, superiore.
ILLINUS Uno degli dei nella Teogonia Caldea di Damascio.
ILLUMINATI (Lat.) – Quelli che “hanno ricevuto la Luce”, gli Adepti iniziati.
ILLUSIONE – In Occultismo, ogni cosa finita, (come l’Universo e tutto ciò che esso contiene) è chiamata illusione o maya.
ILMATAR (Fin.) – La Vergine che, prima della creazione, cadde dal cielo nel mare. È la “figlia dell’aria” e la madre di sette figli (le sette forze della natura). (Vedi Kalevala, il poema epico Finlandese).
ILUS (Gr.) – Fango o limo primordiale; è chiamato anche Hyle.
IMHOT-POU (Egiz.) – O Imhotep. Il dio della sapienza (il Greco Imouthes). Era figlio di Ptah ed in un certo senso Hermes, poiché viene raffigurato mentre impartisce la saggezza con un libro aperto davanti a lui. È un dio solare; letteralmente, “il dio dal viso bello”.
IMMAGINAZIONE – In Occultismo non dev’essere confusa con la fantasia, poiché essa è uno dei poteri plastici dell’Anima superiore; è anche la memoria delle precedenti incarnazioni e, benchè sfigurata dal Manas inferiore, poggia, però, sempre sul terreno della verità.
IMMAGINE – L’Occultismo non ammette altra immagine se non quella della figura vivente dell’uomo divino sulla terra (il simbolo dell’Umanità). La Cabala insegna che questa Immagine divina, la copia della sublime e santa Immagine superiore (gli Elohim), si è ora cambiata in un’altra similitudine dovuta allo svilupparsi della natura peccaminosa dell’uomo. È solo la divina Immagine superiore (l’Ego) che è rimasta la stessa; quella inferiore (la personalità) è cambiata e l’uomo, che teme ora le bestie selvagge, si è sviluppato fino a portare sul suo viso la somiglianza con molte di esse (Zohar, I, fol. 71a). Nel primo periodo dell’Egitto non esistevano immagini; ma più tardi, come dice Lenormand, “nei santuari di Egitto essi divisero le proprietà della natura e conseguentemente della Divinità (gli Elohim, o Ego) in sette qualità astratte, ognuna caratterizzata da un emblema quali la materia, la coesione, il flusso, la coagulazione, l’accumulazione, la posizione e la divisione”. Questi attributi sono tutti simboleggiati In diverse immagini.
IMMAH (Ebr.) – Madre, in contrapposizione ad Abba, il Padre.
IMMAH ILLA-AH (Ebr.) – La madre superiore, un nome dato a Shekinah.
IN (Cin.) – Il principio femminile della materia impregnata da Yo, il principio maschile eterico, e più tardi precipitata nell’universo.
INCARNAZIONI (Divine) – O Avatara. L’Immacolata Concezione è preminentemente Egiziana, come pure Indiana. Di essa l’autore di Fede Egiziana dice: “Non si tratta di una storia volgare, grossolana e sensuale come nella mitologia Greca, bensì raffinata e spirituale”, e l’idea dell’incarnazione si trova descritta anche sulla parete di un tempio di Tebe da Samuel Sharpe, che così l’analizzò : “Prima il Dio Thot… quale messaggero degli dei, simile al Mercurio dei Greci (o a Gabriele del primo Vangelo) rivela alla regina vergine Mautmes che dovrà dare alla luce un figlio che sarà il re Amenofi III°. In secondo luogo il Dio Kneph, lo Spirito… e la dea Hathor (la natura)… prendono entrambi la regina per le mani e mettono nella sua bocca il simbolo della vita, una croce, che simboleggia la vita del figlio nascituro, etc. etc.”. L’incarnazione divina, cioè la dottrina dell’avatar, costituiva veramente il mistero più grandioso di ogni sistema religioso antico!
INCAS (Peruv.) – Il nome dato agli dei creatori nella teogonia Peruviana e, in seguito, ai governatori del paese. “Gli Incas, in numero di sette, hanno ripopolato la terra dopo il Diluvio”, fa dir loro Coste (I, IV, pag. 19). All’inizio della Quinta Razza Radice essi appartenevano ad una dinastia di re divini, come quelli dell’Egitto, dell’India e della Caldea.
INCUBO (Lat.) – Qualcosa di più reale e pericoloso del senso ordinario che si dà alla parola. Incubo è un elementale maschio, mentre Succuba è un elementale femmina; innegabilmente sono questi gli spettri della demonologia medioevale attirati da regioni invisibili, dalle passioni umane e dalla lussuria. Da alcuni spiritisti ignoranti e da certi medium sono ora chiamati “Spiriti-sposi” o “Spiriti-spose”. Ma questi nomi poetici non impediscono loro di essere quello che sono – Gule, Vampiri ed Elementali senz’anima, centri di vita senza forma, sprovvisti di senso; in breve, protoplasmi soggettivi se lasciati a se stessi, che vengono chiamati In essere e forma definita dall’immaginazione creativa e malata di certi mortali. Erano conosciuti in ogni nazione ed in ogni epoca, e gli indiani possono raccontare molte storie terribili di drammi generati nella vita di giovani studenti e di mistici per via di questi Pisacha, nome dato in India agli Incubi.
INDIVIDUALITÀ – Uno dei nomi dati in Teosofia ed in Occultismo all’Ego Superiore Umano. Noi facciamo una distinzione fra l’Ego immortale e divino, e l’Ego mortale umano che perisce. Quest’ultimo, ossia la “personalità” (l’Ego personale), sopravvive alla morte del corpo solo per un certo periodo nel Kama-Loka; l’Individualità permane per sempre.
INDRA (Sans.) – Dio del Firmamento, il Re degli dei siderali. È una Divinità Vedica.
INDRANI (Sans.) – L’aspetto femminile di Indra.
INDRIYA (Sans.) – O Deha Sanyama. Il controllo dei sensi nella pratica Yoga. Sono i dieci agenti esteriori; i cinque sensi utilizzati per la percezione sono chiamati Jnana-indriya mentre i cinque sensi adoperati per l’azione sono detti Karma-indriya. Pancha-indryani significa letteralmente e nel suo senso occulto, “le cinque radici che producono la vita” (eterna). Per i Buddisti, sono i cinque agenti positivi che producono le cinque qualità celesti.
INDUVANSA (Sans.) – Anche Somavansa, o razza (dinastia) lunare; viene da Indu, la luna. (Vedi “Suryavansa”).
INFERNO – Gli Anglosassoni hanno ricavato il termine hell (inferno) dal nome della dea Hela (v.), e gli Slavi dal Greco Ade, essendo ad il termine per “inferno” in russo ed in altre regioni slave; l’unica differenza fra l’inferno freddo degli Scandinavi e quello caldo dei Cristiani va ricercata nelle rispettive temperature. Ma anche l’idea di queste luoghi roventi non è di origine Europea, avendo molti popoli concepito l’idea di una temperatura sotterranea simile a quella del centro della terra, in cui noi abbiamo localizzato l’Inferno. Tutte le religioni exoteriche – le credenze del Brahmani, dei Buddisti, dei Zoroastriani, dei Musulmani, degli Ebrei e di altri popoli – fanno dei loro inferni luoghi caldi ed oscuri, sebbene molti di essi siano più attraenti che ripugnanti. Quest’idea di un inferno caldo è relativamente recente, ed è la deformazione di un’allegoria astronomica. Per gli Egizi l’inferno diventò un luogo di punizione per mezzo del fuoco solo dopo la 17a e 18a dinastia, quando Tifone, che era un Dio, fu trasformato In un diavolo. Ma qualunque sia l’epoca in cui tale atroce superstizione è stata impiantata nelle menti delle povere classi ignoranti, l’idea di un inferno di fuoco e di anime in esso tormentate è puramente Egiziano. Ra (il sole) diventò il Signore della Fornace in Karr, l’inferno dei Faraoni, ed il peccatore era minacciato da torture inflitte “nel calore delle fiamme infernali”. “Dentro vi era un leone”, dice il Dott. Birch, “che era chiamato il mostro che ruggisce”. Un altro descrive il luogo come “una fossa ed un lago di fuoco senza fondo nei quali erano gettate le vittime” (Confronta con l’Apocalisse). La parola Ebraica gaï-hinnom (Gehenna) non ha mai avuto in realtà il significato datole dall’ortodossia Cristiana.
INIZIATO – Dal latino Initiatus. Designa chiunque sia stato ammesso a ricevere la rivelazione dei misteri e dei segreti della Massoneria o dell’Occultismo. Nell’antichità designava quelli che erano iniziati alla conoscenza arcana insegnata dagli Ierofanti dei Misteri; e, ai giorni nostri, quanti sono stati iniziati dagli Adepti del sapere mistico a quella misteriosa conoscenza che, malgrado il trascorrere delle ere, ha ancora sulla terra solo un piccolissimo numero di seguaci.
INIZIAZIONE – Dalla radice latina initia, che significa i principi fondamentali o di base di ogni Scienza. La pratica della Iniziazione, o l’ammissione ai sacri Misteri, insegnata dagli Ierofanti e dai sacerdoti sapienti dei Templi, è una delle tradizioni più antiche. Era praticata in tutte le antiche religioni nazionali. In Europa fu abolita con la caduta dell’ultimo tempio pagano. Attualmente c’è solo un tipo d’iniziazione conosciuta dal pubblico, quella dei riti Massonici. La Massoneria, comunque, non ha più segreti da rivelare o da custodire. Nei tempi gloriosi di una volta, i Misteri, secondo i più grandi filosofi Greci e Romani, costituivano le solennità più sacre ed anche più benefiche, promotrici efficaci delle virtù. I Misteri rappresentavano Il passaggio dalla vita mortale al termine della morte e le esperienze dello Spirito e dell’Anima al di fuori del corpo nel mondo soggettivo. Ai nostri tempi, siccome il segreto e la parola sono perduti, il candidato passa attraverso diverse cerimonie senza senso ed è iniziato nell’allegoria solare di Hiram Abiff – il “Figlio della Vedova”.
INNOCENTI – Un nomignolo dato agli Iniziati ed ai Cabalisti prima dell’era Cristiana. Gli “Innocenti” di Betlemme e di Lud (o Lydda), molte migliaia dei quali furono messi a morte da Alessandro Janneo (circa nel 100 a. C.), hanno fatto nascere la leggenda dei 40.000 neonati massacrati da Erode alla ricerca del bambino Gesù. Il primo è un fatto storico poco conosciuto, Il secondo è una favola, come ha ampiamente dimostrato Renan nella sua Vita di Gesù.
IPAZIA (Gr.) – Giovane filosofa che visse ad Alessandria nel V° secolo e che istruì molti uomini celebri fra cui il Vescovo Sinesio. Figlia del matematico Theone, divenne famosa per Il suo sapere. Subì il martirio per la diabolica cospirazione di Teofilo, vescovo di Alessandria, e di suo nipote Cirillo; per ordine loro fu turpemente assassinata. La Scuola Neoplatonica finì con lei.
IPERBOREE (Gr.) – Le regioni situate al Polo Nord, nel Cerchio Polare Artico.
IPNOTISMO (Gr.) – Il nome dato dal Dr. Braid ai diversi fenomeni con i quali una persona con un forte potere di volontà induce un’altra, dalla mente più debole, in una specie di trance; una volta in tale stato, quest’ultima farà tutto ciò che le sarà suggerito dall’ipnotizzatore. Gli Occultisti, a meno che sia fatto a scopi benefici, lo qualificano magia nera o Stregoneria. È la più pericolosa delle pratiche, moralmente e fisicamente, poiché interferisce con il fluido nervoso ed i nervi che controllano la circolazione sanguigna nei vasi capillari.
IPOCEFALO (Gr.) – Una specie di cuscino per la testa della mummia. Ce ne sono di diversi tipi, per esempio di pietra, di legno, ecc., e molto spesso di dischi circolari di lino ricoperti di stucco con iscrizioni magiche – disegni e lettere. Nel Rituale sono chiamati “riposo per Il morto” ed ogni sarcofago ne possiede uno.
IPPOCRATE (Gr.) – Famoso medico di Cos, isola delle Cicladi, il quale visse ad Atene durante l’invasione di Artaserse, e che liberò la città da una epidemia mortale. È stato chiamato “il padre della Medicina”. Apprese la sua arte dalle tavolette votive offerte dagli ammalati guariti al Tempio di Esculapio, diventò un Iniziato ed il più efficiente guaritore del suo tempo, tanto che fu quasi deificato. La sua conoscenza e la sua sapienza erano enormi. Galeno afferma che i suoi scritti sono la vera voce di un oracolo. Morì nel 361 a. C. all’età di 100 anni.
IPPOPOTAMO (Gr.) – Nel simbolismo Egizio, Tifone era chiamato “l’ippopotamo che uccise suo padre e violentò sua madre” Rhea (madre degli dei). Suo padre era Cronos. Se questi li vediamo come il Tempo e la Natura (Cronos e Rhea), l’accusa diventa comprensibile. Tifone, l’archetipo della Disarmonia Cosmica, che è anche Pitone, il mostro formato dalla melma del Diluvio di Deucalione, “violò” sua madre, la Primordiale Armonia, la cui bontà era così grande che veniva chiamata “La Madre dell’Età dell’Oro”. Fu Tifone a porre fine a tale età, producendo la prima guerra degli elementi.
IRKALLA (Cald.) – Il dio dell’Ade, chiamati dai Babilonesi “il paese invisibile”.
ISARIM (Ebr.) – Gli Iniziati Esseni.
ISATWA (Sans.) – Il Potere Divino.
ISHIM (Cald.) – I B’ne-Aleim, i “magnifici figli di dio” – i prototipi e gli originali dei posteriori “Angeli Caduti”.
ISHMONIA (Arab.) – La città vicino alla quale sta sepolta nel deserto quella che viene chiamata “la città pietrificata”. La leggenda parla di immense sale, di camere sotterranee, di passaggi segreti e di biblioteche che vi sono nascoste. Gli Arabi temono di avvicinarvisi dopo Il tramonto.
ISHTAR (Cald.) – La Venere Babilonese chiamata “la primogenita del cielo e della terra”, e figlia di Anu, dio del cielo. È la dea dell’amore e della bellezza. Il pianeta Venere quale stella della sera è identificato con Ishtar, come stella del mattino con Anunit, la dea degli Accadi. Esiste una storia alquanto notevole della sua discesa nell’Ade incisa sulla sesta e settima tavoletta Assira di argilla, decifrate da G. Smith. Ogni Occultista che legge il racconto del suo amore per Tammuz assassinato da Izdubar, della disperazione della dea e della sua discesa attraverso le sette porte dell’Ade alla ricerca dell’amato e finalmente della liberazione di lei dal tetro soggiorno, vi riconosce la bella allegoria dell’Anima alla ricerca dello Spirito.
ISIDE (Egiz.) – In Egiziano è Issa, la dea Vergine-Madre; la natura personificata. L’Egiziana o Copta Uasi è il riflesso femminile di Uasar, o Osiride. È la “donna vestita di sole” della terra di Chemi. Iside Latona è la Iside Romana.
ISITWA (Sans.) – Il Potere divino.
ISRAELE (Ebr.) – I Cabalisti dell’Oriente fanno derivare il nome da Isaral o Asar, il Dio- Sole. “Isra-el” significa “che lotta con dio”: il “sole che si alza su Jacob-Israel” significa il Dio Sole Isaral (o Isra-el) che lotta con la materia, che la feconda, che ha potere su “Dio e sull’uomo” e che spesso trionfa su entrambi. Esaù, Aesaou, Asu, è anche il Sole. Esaù e Giacobbe, I gemelli allegorici, sono il simbolo del duplice principio della natura sempre in lotta – bene e male, tenebra e luce solare, ed il “Signore” (Jehovah) è il loro antetipo. Giacobbe- Israel è il principio femminile di Esaù, come Abele è il principio femminile di Caino, essendo entrambi, Caino ed Esaù, il principio maschile. Perciò, come Malach-Iho, il “Signore” Esaù combatte con Giacobbe ma non trionfa su di lui. In Genesi, XXXII, il Dio-Sole prima combatte con Giacobbe, gli rompe la coscia (simbolo fallico) ma viene sconfitto dalla sua modalità terrestre – la materia; e il Dio-Sole sorge in alleanza su Giacobbe e la sua coscia. Tutti questi personaggi biblici, il loro “Signore Dio” incluso, sono simboli rappresentati in sequenze allegoriche. Sono simboli della Vita e della Morte, del Bene e del Male, della Luce e della Tenebra, della Materia e dello Spirito nella loro sintesi, essendo tutti presentati sotto i loro aspetti polari.
ISWARA (Sans.) – Il “Signore” o dio personale – Spirito divino nell’uomo. Significa esistenza sovrana (indipendente). Un titolo dato in India a Shiva e ad altri dei. Shiva è chiamato anche Iswaradeva, o deva sovrano.
ITIFALLICO (Gr.) – Qualifica degli dei maschi ed ermafroditi, come Venere con la barba, Apollo vestito da donna, Ammon il generatore, l’embrionico Ptah, e così via. Senonchè il fallo, così bene in vista e, secondo le nostre pudiche idee, ora così indecente, nelle religioni Indù ed Egiziana era associato nell’antico simbolismo con idee molto più pure che quella della creazione sessuale. Esprimeva, come dimostrano molti Orientalisti, la resurrezione, il risorgere alla vita dalla morte. Perfino l’altro significato, quello sessuale, non conteneva in sè nulla di indecente: “Queste immagini simboleggiano semplicemente, in una maniera molto espressiva, le forze creatrici della natura, senza intenzioni oscene”, scrive Mariette Bey, che aggiunge: “È un modo diverso per esprimere la generazione celeste che farebbe entrare il defunto In una nuova vita”. I Cristiani e gli Europei in generale se la prendono molto duramente con i simboli fallici degli antichi, Gli dei e le dee nudi, i loro simboli generatori e gli emblemi di questi, hanno dei reparti segreti ad essi assegnati nei nostri musei; perché, allora, adottare e conservare gli stessi simboli per il Clero e per i Laici? Le feste d’amore nella Chiesa primitiva – le sue agapae – erano tanto pure (o impure) quanto lo erano le feste falliche dei pagani; le lunghe vesti sacerdotali delle Chiese Romana e Greca ed i lunghi capelli portati in quest’ultima, gli aspersori di acqua benedetta ed il resto, stanno qui a testimoniare che il ritualismo Cristiano ha conservato, in modo più o meno variato, tutto il simbolismo dell’antico Egitto. Per quanto riguarda il simbolismo esclusivamente femminile, dobbiamo poi riconoscere che allo sguardo degli archeologi più imparziali l’abbigliamento seminudo delle nostre signore della buona società è molto più allusivo di quanto possano esserlo le fila di lampade a forma di yoni accese in India lungo i sentieri che conducono ai Templi.
IU-KABAR ZIVO (Gnost.) – Nel Sistema Nazareno è conosciuto anche come Nebat- Iavar-bar-Iufin-Ifafin, “Signore degli Eoni”. È il procreatore (Emanatore) delle sette sante vite (i sette Dhyan Chohan primordiali, o Arcangeli, ognuno dei quali rappresenta una delle Virtù cardinali), ed egli stesso è chiamato la terza vita (terzo Logos). Nel Codex ci si rivolge a lui come alla “Guida ed alla Vite come cibo di vita”. Dunque è identico al Cristo (Christos) che dice: “Io sono la vera Vite e mio Padre è il Vignaiolo” (Giovanni XV, 1). È risaputo che Cristo è considerato dalla Chiesa Cattolica Romana il “capo degli Eoni” ed anche come Michele “che è simile a dio”. Questo era anche il credo degli Gnostici.
IURBO ADUNAÏ (Gnost.) – Un termine Gnostico, o il nome composto per Iao-Jehovah, che gli Ofiti consideravano una emanazione del loro Ilda-Baoth, il Figlio di Sophia Achamoth – il dio geloso, ambizioso ed invidioso, lo Spirito impuro che molte sette Gnostiche consideravano Il dio di Mosè. “Iurbo è chiamato dagli Aborti (gli Ebrei), Adonai”, dice il Codex Nazareus (Vol. III°°, pag. 13). “Aborti” e Abortiti erano soprannomi dati agli Ebrei dai loro oppositori, gli Gnostici.
IWALDI (Scand.) – Lo Gnomo i cui figli fabbricarono per Odino la lancia magica. Uno dei fabbri sotterranei che, con altri gnomi, contribuì alla fabbricazione di una spada incantata per il grande dio della guerra, Cheru. Si parla di questa spada a doppio taglio nella leggenda dell’Imperatore Vitellio, che la prese al dio “per proprio danno” secondo l’oracolo di una “saggia donna”, la trascurò ed infine fu ucciso con essa ai piedi del Campidoglio da un soldato Germanico che aveva rubato l’arma. Sulla “spada del dio della guerra” è stato scritto molto, ed essa ricompare nella biografia semileggendaria di Attila. Questi sposò senza consenso Ildikd, la bella figlia del Re di Borgogna, da lui ucciso; sua moglie ottenne la spada magica da una misteriosa vecchia e con essa uccise il Re degli Unni.
IZDUBAR – Nome di un eroe nei frammenti della Storia e della Teogonia Caldea, sulle cosiddette tavolette Assire, tradotte dal defunto George Smith e da altri. Smith cerca di identificare Izdubar con Nimrod. Questo può esser vero o no, ma poiché il nome di questo Re Babilonese “appare” solo come Izdubar, la sua identificazione con il figlio di Cush può essere più apparente che reale. Gli studiosi sono troppo propensi a verificare le loro scoperte archeologiche tramite affermazioni molto posteriori che si trovano nei libri di Mosè, invece di fare esattamente Il contrario. Il “popolo eletto”, nel corso di tutti i periodi della sua storia, ha sempre avuto tendenza ad impossessarsi delle proprietà degli altri popoli. A cominciare dall’appropriazione dell’antica storia di Sargon, Re di Akkad, e della sua trasposizione totale a Mosè (se egli è reale), nato diverse migliaia di anni più tardi, per finire con la “ruberia” agli Egiziani fatta sotto la direzione ed il consiglio del loro Signore Dio, tutto il Pentateuco sembra essere fatto di frammenti mosaici non riconosciuti, presi da Scritture di altri popoli. Questo avrebbe dovuto rendere più prudenti gli Assiriologi, ma siccome molti di essi appartengono alla classe clericale, coincidenze come quella di Sargon, li colpiscono molto poco. Una cosa è certa: Izdubar figura in tutte le tavolette come un potente gigante che dominava in altezza tutti gli altri uomini come un cedro domina la boscaglia – un cacciatore, secondo la leggenda cuneiforme, che combatteva gli animali più spaventosi, leoni, tigri, tori selvaggi, bufali, e li distruggeva.

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