Glossario Teosofico: G

G – Settima lettera dell’alfabeto Inglese. “In Greco, in Caldeo, Ebraico, Assiro, Samaritano, Etrusco, Copto, Romano e Gotico moderni, occupa il terzo posto dell’alfabeto, mentre nel Cirillico, Glagolitico, Croato, Russo, Serbo e nella lingua della Valacchia, si trova al quarto posto”. Poiché il nome di “god” (dio) comincia con questa lettera (in Siriano gad, in Svedese Gud, in Tedesco gott, in Inglese god, in Persiano gada, ecc.), c’è una ragione occulta spiegata esotericamente che soltanto gli studiosi della filosofia esoterica e della Dottrina Segreta, comprenderanno a fondo; essa si riferisce ai tre logoi – all’ultimo, l’Elohim, e alla emanazione dell’ultimo, l’androgino Adam Kadmon. Tutti questi popoli hanno derivato il nome “god” dalle loro rispettive tradizioni, che sono più o meno degli echi della tradizione esoterica. La Parola pronunciata e la “parola silente” (la scrittura) sono un “dono degli dei”, dicono tutte le tradizioni nazionali, a partire dagli antichi popoli Ariani che parlavano Sanscrito ed affermavano che il loro alfabeto, il Devanagari (letteralmente, la lingua dei Deva o degli dei), fu dato loro dal cielo, e poi giù giù fino agli Ebrei, che parlano di un alfabeto, il padre di quello che è soravvissuto, come di un simbolismo celeste e mistico dato dagli angeli ai patriarchi. Quindi, ogni lettera aveva il suo molteplice significato. Simbolo essa stessa di esseri ed oggetti celesti era a sua volta rappresentata sulla terra da oggetti analoghi, la cui forma simboleggiava la figura della lettera. La lettera G, chiamata in Ebraico gimel, simb ?oleggiata da un lungo collo di cammello o meglio da un serpente eretto, è associata al terzo nome divino e sacro, Ghadol o Magnus (grande). Il suo valore numerico è 4, il Tetragrammaton o la sacra Tetraktis; da qui, il suo carattere sacro. Per altri popoli valeva 400 e con barra sopra, 400.000.
GABRIELE – Secondo gli Gnostici lo “Spirito” o Christos, il “messaggero di vita”, e Gabriele sono tutt’uno. Il primo è “chiamato talvolta l’Angelo Gabriele – in ebraico ‘il potente di Dio” – e tra gli Gnostici prese il posto del Logos, mentre lo Spirito Santo era considerato uno con l’Eone Vita (Vedi Ireneo I., XII). Per questo troviamo Teodoreto che dice (Haeret. Fab., II, XII): “Gli eretici sono d’accordo con noi (Cristiani) riguardo l’inizio di tutte le cose… ma dicono che non c’è un solo Cristo (Dio), bensì uno sopra e l’altro sotto. E quest’ultimo prima dimorava in molti; ma di Gesù, essi una volta dicono che procede da Dio, e un’altra volta lo chiamano uno Spirito”. La chiave di tutto ciò sta nella filosofia esoterica. Per gli Gnostici lo “spirito”, exotericamente una potenza femminile, era il raggio che procedeva dal Manas Superiore, l’Ego, ciò a cui gli Esoteristi fanno riferimento come a Kama-Manas, ossia l’Ego personale inferiore, che è adombrato in ogni entità umana dall’Ego Superiore, o Christos, il dio dentro di noi. Quindi essi erano nel giusto quando dicevano: “Non c’è un solo Cristo, ma uno sopra e l’altro sotto”. Ogni studioso di Occultismo comprenderà questo, e capirà anche che Gabriele o il “potente di dio”, è uno con l’Ego Superiore (Vedi Iside Svelata Vol. II° pag. 179).
GAFFAREL Jaques – Alchimista e filosofo che visse intorno alla metà del XVII° secolo. (N. d. T. 1601-1681) È il primo filosofo, per quanto si sappia, ad aver sostenuto che ogni oggetto naturale (piante, creature viventi, ecc.), dopo essere stato bruciato, trattiene nelle ceneri la sua forma e da queste può essere fatta risorgere. Tale affermazione è stata ritenuta esatta dal chimico Du Chesne, e dopo di lui Kircher, Digby e Vallemont si sono anch’essi accertati del fatto, dimostrando che le forme astrali delle piante bruciate possono risorgere dalle loro ceneri. Nell’opera di Oetinger – Pensieri sulla Nascita e la Generazione delle cose – è dato un metodo per far sorgere simili fantasmi astrali di fiori dalle loro ceneri. (N. d. T. vedi H. P. Blavatsky Collected Writings Vol. VI° pag. 71).
GAGANESWARA (Sans.) – “Il Signore del Cielo”, un nome di Garuda.
GAI-HINNOM (Ebr.) – Il nome dell’Inferno, nel Talmud.
GALLO – Un uccello molto occulto, assai apprezzato nelle previsioni e nel simbolismo antichi. Secondo lo Zohar, il gallo canta tre volte prima della morte di una persona. In Russia e nei paesi Slavi, quando qualcuno si ammala in un edificio nel quale si tiene un gallo, il suo canto è considerato come un segno di morte inevitabile, a meno che non canti a mezzanotte o dopo, essendo ciò considerato naturale. Poiché il gallo era dedicato ad Esculapio, e dato che quest’ultimo era chiamato il Sotér (Salvatore) che faceva risorgere i morti alla vita, l’esclamazione di Socrate “siamo debitori di un gallo ad Esculapio”, pronunciata dal Saggio poco prima di morire, è molto suggestiva. Siccome nella simbologia il gallo era sempre connesso con il Sole (o con gli dei solari), la Morte e la Resurrezione hanno trovato il loro posto appropriato nei quattro Vangeli con la profezia su Pietro che rinnega il suo Maestro prima che il gallo canti tre volte. Il gallo è il più magnetico e sensitivo di tutti gli uccelli, per questo il suo nome greco è alectruon.
GAMBATRIN (Sans.) – Il nome della “staffa magica” di Homodur, nell’Edda.
GAN-EDEN (Ebr.) – Anche Ganduniya (Vedi “Eden”).
GANADEVA (Sans.) – Una particolare classe di Esseri celesti che si dice dimorino nel Maharloka. Sono i governatori del nostro Kalpa (Ciclo) e sono quindi chiamati Kalpadhikarini, o Signori del Kalpa. Essi durano solo “un Giorno” di Brahma‚.
GANDAPADA (Sans.) – Un famoso istruttore Brahmanico, autore dei commenti alla Sankhya Karika, alla Mandukya Upanishad, ed altri.
GANDHARA (Sans.) – La terza nota della scala Indiana, di grande potere occulto.
GANDHARVA (Sans.) – I musici celesti dell’India. Nei Veda queste divinità rivelano ai mortali i segreti del cielo e della terra e della scienza esoterica. Avevano cura della sacra pianta di Soma e del suo succo, l’ambrosia bevuta nel tempio che dava “l’onniscienza”.
GANESHA (Sans.) – Il Dio della Saggezza con la testa di elefante, il figlio di Shiva. È uguale al Thoth-Ermete Egiziano e ad Anubis o Hermanubis (v.). La leggenda racconta che, avendo egli perso la testa umana, gli fu sostituita con una testa di elefante.
GANGA (Sans.) – Il Gange, il principale fiume sacro dell’India. Esistono due versioni del suo mito; la prima racconta che Ganga (la dea), essendosi trasformata in fiume, scorre dal pollice del piede di Vishnu; l’altra narra che il Gange cola dall’orecchio di Shiva nel lago di Anavatapta, da lì fuoriesce scorrendo lungo la bocca della vacca d’argento (gomu-khi), attraversa tutta l’India e si riversa nell’Oceano Meridionale. “Una superstizione eretica”, rileva Mr. Eitel nel suo Sanskrit-Chinese Dictionary, “attribuisce alle acque del Gange il potere di purificare i peccati”. Si potrebbe dire che non è più “superstiziosa” di quanto non lo sia la credenza che lo facciano le acque del Battesimo e del Giordano.
GANGADWARA (Sans.) – Letteralmente , “Il cancello o porta del Gange”; è anche il nome di una città ora chiamata Hardwar, ai piedi dell’Himalaya.
GANGI (Sans.) – Famoso Mago dell’epoca di Kasyapa Buddha (un predecessore di Gautama). Fu considerato incarnazione di Apalala, Naga (Serpente) che era lo Spirito guardiano delle Sorgenti del Subhavastu, fiume dell’Udyana. Di Apalala si dice che fu convertito da Gautama Buddha alla buona Legge e divenne Arhat. L’allegoria del nome è comprensibile: tutti gli Adepti e gli Iniziati sono chiamati Naga, “Serpenti di Saggezza”.
GANINNANSE – Sacerdote singalese che non ha ancora preso gli ordini. Deriva da gana, nome di un’assemblea o una fratellanza. I Sacerdoti superiori che hanno preso gli ordini “sono chiamati terunnanse, dal Pali thero, anziano”. (Hardy).
GARM (Scand.) – Il Cerbero dell’Edda. Questo cane mostruoso viveva nella caverna Gnypa, di fronte alla dimora di Hel, la dea degli inferi.
GARUDA (Sans.) – Un uccello gigante nel Ramayana, il destriero di Vishnu. Esotericamente è il simbolo del grande Ciclo.
GATHA (Sans.) – Canti metrici o inni, consistenti in aforismi morali. Un gatha di 32 parole è detto Aryagiti.
GATI (Sans.) – Le sei condizioni (esotericamente sette) dell’esistenza senziente. Queste sono divise in due gruppi: tre sentieri superiori e tre inferiori. Ai primi appartengono i deva, Gli asura e gli uomini (immortali); al secondo (negli insegnamenti exoterici) appartengono le creature che sono nell’inferno, i preta o demoni famelici e gli animali. Tuttavia, spiegato esotericamente, Gli ultimi tre sono le personalità in Kamaloka, gli elementali e gli animali. Il settimo tipo di esistenza è quello del Nirmanakaya (v.).
GATRA (Sans.) – Letteralmente, gli arti (di Brahma‚) da cui nacquero i sette figli “nati dalla mente”, i sette Kumara.
GAUTAMA (Sans.) – Il principe di Kapilavastu, figlio di Sudhôdana, re di un piccolo regno ai confini del Nepal, nato nel VII° secolo a. C., ora chiamato il “Salvatore del Mondo”. Gautama o Gôtama era il nome sacerdotale della famiglia Sakya, e Siddharta era il nome di Buddha prima che diventasse un Buddha. SakyaMuni significa il Santo della famiglia Sakya. Nato come semplice mortale, si elevò allo stato Buddhico per merito personale e senza aiuto. Un uomo, in verità, più grande di qualsiasi dio!
GAYA (Sans.) – L’antica città di Magadha, a nord-ovest della moderna Gaya. È qui che Sakyamuni raggiunse lo stato Buddhico, sotto il famoso albero Bodhi, Bodhidruma.
GAYATRI (Sans.) – Anche Savitri. È un verso molto sacro del Rig-Veda che i Brahmani debbono ripetere mentalmente ogni mattina ed ogni sera durante le loro devozioni.
GEA (Gr.) – Nella Cosmogonia di Esiodo, è la Materia primordiale; alcuni lo ritengono il nome della Terra; la moglie di Urano, il cielo o i cieli. Il personaggio femminile della Trinità primordiale, composta da Urano, Gea ed Eros.
GEBER (Ebr.) – O Ghibburim, “Uomini potenti”; uguale a Kabirim. Nel cielo sono considerati angeli potenti, sulla terra sono i giganti menzionati nel VI° cap. della Genesi.
GEBIROL Salomon Ben Jehudah – Era Ebreo di nascita, filosofo, poeta e Cabalista, scrittore prolifico e mistico. Nacque nell’XI° secolo a Malaga (1021), fu educato a Saragozza, morì a Valencia nel 1070 assassinato da un Maomettano. I suoi confratelli lo chiamavano Salomone il Sefardita o lo Spagnolo, e gli Arabi Abu Ayyub Suleiman ben yàhya Ibn Dgebirol, mentre gli scolastici lo chiamavano Avicebron. (Vedi Myer, la Qabbala). Ibn Gebirol fu certamente uno dei più grandi filosofi della sua epoca. Scrisse molto in Arabo e sono conservati parecchi dei suoi manoscritti. La sua opera più importante è il Megor Hayyim, ossia la Fontana della Vita che, secondo il suo biografo, è “una delle prime esposizioni dei segreti della Cabala speculativa”. (Vedi “Fons Vitae”).
GEH (Zend) – Preghiere dei Parsi.
GHEBURAH (Ebr.) – Nome della quinta Sephira, una potenza femminile passiva, che significa severità e potere; per questo è chiamata il Pilastro della Severità (w.w.w.).
GHEDULAH (Ebr.) – Altro nome della Sephira Chesed.
GHEHENNA (Ebr.) – Hinnom. Non è affatto un inferno, ma una vallata nei pressi di Gerusalemme, dove gli Ebrei immolavano i loro figli a Moloch. In questa vallata si trovava un posto chiamato Tophet dove si manteneva perennemente acceso un fuoco per scopi sanitari. Il profeta Geremia ci informa che i suoi conterranei, gli Ebrei, usavano sacrificare i loro bambini in quel luogo…
GELUGPA (Tib.) – I Berretti Gialli; la più alta e ortodossa setta Buddista del Tibet, l’antitesi dei Dugpa (“Berretti Rossi”), gli antichi “adoratori del diavolo”.
GEMARA (Ebr.) – L’ultima parte del Talmud Ebraico iniziata da Rabbi Ashi e completata dai Rabbini Mar e Meremar nel 333 a. C. (w.w.w.). Letteralmente, finire. È un commentario alla Mishna.
GEMATRIA (Ebr.) – Una sezione della Cabala pratica. Mostra il valore numerico delle parole Ebraiche sommando le lettere che le compongono; e, inoltre, con questo mezzo, mostra le analogie fra parole e frasi. (w.w.w.) Uno dei metodi (aritmetici) per estrarre il significato nascosto di lettere, parole e frasi.
GEMME Le tre preziose – Nel Buddismo Meridionale sono : i libri sacri, i Buddha, il sacerdozio. Nel Buddismo Settentrionale sono : le scuole segrete, il Buddha, i suoi sacri insegnamenti ed i Narjol (Buddha di Compassione).
GENESI – L’intero libro della Genesi fino alla morte di Giuseppe, risulta una versione audacemente modificata della Cosmogonia dei Caldei, come oggi ripetutamente provato dalle tavolette Assire. I primi tre capitoli sono trascritti dalle narrazioni allegoriche degli inizi, comuni a tutte le nazioni. I capitoli 4° e 5° sono un nuovo adattamento dello stesso racconto tratto dal segreto Libro dei Numeri; il capitolo 6° è un trattato astronomico dell’anno solare e dei sette creatori cosmici, tratto dall’originale Egizio del Pimandro e dalle visioni simboliche di una serie di Enoichioi (Veggenti), dai quali deriva anche il Libro di Enoch. L’inizio dell’Esodo, e la storia di Mosè, è quella del Sargon Babilonese che essendo vissuto nel 3750 a. C. (come ci racconta perfino quella autorità prevenuta che è il Dott. Sayce), precedette di quasi 2300 anni il legislatore Ebraico. (Dottrina Segreta, Antropogenesi, pag. 789 e seg.). Tuttavia, la Genesi è innegabilmente una opera esoterica. Non ha plagiato né sfigurato i simboli universali e gli insegnamenti sulle cui falsariga è stata scritta, ma ha semplicemente adattato al proprio spirito nazionale le verità eterne, rivestendole con astute allegorie, comprensibili solo ai suoi Cabalisti ed Iniziati. Gli Gnostici hanno fatto lo stesso, ed ogni setta lo fa a proprio modo, così come fecero migliaia di anni fa l’India, l’Egitto, la Caldea e la Grecia, che rivestirono col proprio stile nazionale le stesse verità incomunicabili. La chiave e la soluzione di tutti questi racconti si possono trovare solo negli insegnamenti esoterici.
GENII (Lat.) – Secondo gli Gnostici, un nome per gli Eoni, o angeli. I nomi delle loro gerarchie e categorie sono semplicemente innumerevoli.
GHARMA (Sans.) – Un appellativo di Karttikeya, dio Indiano della guerra e Kumara nato dalla goccia di sudore di Shiva, caduta nel Gange.
GHILGULIM (Ebr.) – Il ciclo delle rinascite secondo i Cabalisti Ebrei. Secondo i Cabalisti ortodossi è “il turbinare dell’anima” che non trova riposo dopo la morte, finché non raggiunge la Palestina, la terra promessa, ed il suo corpo non vi sia seppellito.
GHOCHA (Sans.) – Letteralmente, “la Voce miracolosa”. Il nome di un grande Arhat, autore dell’Abhidharmamrita Shastra, che ridette la vista ad un uomo cieco, ungendo i suoi occhi con le lagrime dell’uditorio commosso dalla sua stupenda eloquenza.
GIAMBLICO – Un grande Teurgo, mistico e scrittore, del III° e IV° secolo, un Neoplatonico e filosofo nato a Calcide, in Coele-Siria. Non esistono sue vere biografie a causa dell’odio dei Cristiani; ma ciò che è stato raccolto sulla sua vita in frammenti isolati da opere di scrittori pagani, indipendenti ed imparziali, dimostra quanto eccelso e santo fosse il suo carattere morale e quanto grande ne fosse l’insegnamento. Può essere riconosciuto quale fondatore della magia teurgica fra i Neoplatonici ed il rianimatore dei misteri pratici al di fuori del tempio. Dapprima la sua scuola differiva da quella di Plotino e di Porfirio, poiché questi erano fortemente contrari alla magia cerimoniale ed alla teurgia pratica, considerate pericolose; in seguito convinse Porfirio che in alcune occasioni esse erano opportune; dopo di che, sia il maestro che il discepolo, credettero fermamente nella teurgia e nella magia, la prima delle quali è principalmente il più alto ed efficiente modo di comunicare con l’Ego Superiore di una persona, per mezzo del corpo eterico. La Teurgia è magia benevola, e diventa goetica, o nera e malefica, solo quando viene usata per necromanzia o per scopi egoistici; ma simile magia nera non è mai stata praticata da alcun Teurgo o filosofo, il cui nome ci sia stato tramandato incontaminato da qualsiasi mala azione. Porfirio (che diventò l’istruttore di Giamblico nella filosofia Neoplatonica), fu tanto convinto di ciò che, sebbene non praticò mai egli stesso la teurgia, dette comunque istruzioni per l’acquisizione di questa scienza sacra. Così egli dice in uno dei suoi scritti: “Chi è ha familiarità con la natura delle apparizioni divinamente luminose (Fasmata), o fasmata, sa anche per quale ragione si richiede di non cibarsi di uccelli ed animali, specialmente a chi intende liberarsi dalle angustie terrene ed a stabilirsi con gli dei celesti”. (Vedi Select Works of Porphyry di Thomas Taylor, pag. 159). Inoltre lo stesso Porfirio, nella sua opera Vita di Plotino, accenna ad un sacerdote Egiziano che “a richiesta di un certo amico di Plotino, gli mostrò, nel tempio di Iside a Roma, il daimon familiare di quel filosofo”. In altre parole, produceva l’invocazione teurgica (Vedi “Teurgi”) con cui lo Jerofante Egiziano o il Mahatma Indiano poteva rivestire il proprio doppio eterico o quello di un’altra persona con le sembianze del proprio EGO Superiore, o con quello che Bulwer Lytton chiama il “Sè Luminoso”, l’Augoide, e comunicare con esso. Questo è ciò che Giamblico e molti altri, compresi i Rosacroce medioevali, intendevano per Unione con la Divinità. Giamblico scrisse molti libri ma solo poche delle sue opere esistono ancora, come il suo “Misteri Egiziani” ed un trattato “Sui Demoni”, in cui si pronuncia molto severamente contro qualsiasi comunicazione con loro. Biografo di Pitagora e versatissimo nel sistema di quest’ultimo, era anche istruito nella scienza dei Misteri Caldei. Insegnava che l’Uno, o MONADE universale, era il principio dell’unità come della diversità, della Omogeneità e della Eterogeneità; che la Diade, o due (“Principi”), era l’intelletto, o ciò che noi chiamiamo Buddi-Manas; che tre era l’Anima (il Manas inferiore), ecc. Nei suoi insegnamenti c’è molto di teosofico, e le sue opere sui vari tipi di demoni (elementali) sono per lo studioso un pozzo di conoscenza esoterica. La sua austerità, purezza e serietà di vita erano grandi. Si sostiene che una volta Giamblico levitò dieci cubiti da terra, come fanno alcuni Yogi moderni ed anche i grandi medium.
GIGANTI di Ghiaccio (Scand.) – O Hrimthursi. Sono i grandi costruttori, i Ciclopi e i Titani degli Scandinavi, e giuocano una parte importante nell’Edda. Furono loro a costruire il Grande muro attorno ad Asgard (l’Olimpo scandinavo) per proteggerlo contro gli Jotun, i giganti malvagi.
GIGE (Gr.) – “L’anello di Gige” è diventato una metafora familiare nella letteratura Europea. Gige era un abitante della Lidia che, dopo aver ucciso il Re Candaules, sposò la sua vedova. Platone ci racconta che Gige scese una volta in una caverna e scoprì un cavallo di ottone all’interno del quale c’era lo scheletro di un uomo che aveva un anello di ottone al dito. Questo anello, messo al suo dito, lo rendeva invisibile.
GIMIL (Scand.) – “La Grotta di Gimil”, o Wingolf una specie di Paradiso, o forse una Nuova Gerusalemme, costruito dal Dio “Forte e Potente”, che nell’Edda rimane senza nome, al di sopra del Campo di Ida e dopo che la nuova terra sorse dalle acque.
GINNUNGAGAP (Scand.) – Letteralmente, la “coppa dell’illusione”; l’abisso del gran profondo, il senza spiaggia, senza inizio né fine, l’abisso spalancato che in linguaggio esoterico, chiamiamo la “Matrice del Mondo”, lo spazio vivente primordiale; la coppa che contiene l’universo e da qui il suo nome “coppa della illusione”.
GIMNOSOFISTI (Gr.) – Nome dato dai Greci ai saggi nudi “vestiti d’aria”; in India, asceti istruiti e dotati di grandi poteri mistici. Vi si riconoscono facilmente gli Aranyaka dei tempi antichi, gli istruiti yogi e filosofi asceti che si ritiravano nella giungla e nella foresta, per raggiungere là, tramite grandi austerità, conoscenza ed esperienze sovrumane.
GIOL (Scand.) – Lo Stige, il fiume Giol che doveva essere attraversato prima di raggiungere il mondo degli inferi, o il freddo Regno della dea Hel. Era attraversato da un ponte coperto d’oro, il quale conduceva ad un gigantesco cancello di ferro che circondava il palazzo della Dea del mondo sotterraneo, o Inferno.
GIOVE – In latino Jupiter. Dalla stessa radice del greco Zeus, il Dio più importante degli antichi Greci e Romani, adottato anche da altre nazioni. Tra i suoi nomi abbiamo: Jupiter- Aërios; Jupiter-Ammone di Egitto; Jupiter Bel-Moloch, il Caldeo; Jupiter-Mundus, Deus Mundus, “Dio del Mondo”; Jupiter-Folgore, “il Folgorante”, ecc. ecc.
GIUSTIZIA DIVINA o Teodicea – Il privilegio di un dio giusto e misericordioso di affliggere l’innocente, dannare i predestinati e rimanere pur sempre una Divinità giusta, che ama; teologicamente, un mistero.
GNA (Scand.) – Una delle tre ancelle della Dea Freya. È il Mercurio femminile che porta il messaggio della sua padrona in tutte le parti del mondo.
GNAN DEVA (Sans.) – Letteralmente,”gli dei della conoscenza”. La più alta classe degli dei, o deva; i figli “nati dalla mente” di Brahma‚ ed altri, compresi i Manasa-Putra (i Figli dell’Intelletto). Esotericamente sono i nostri Ego Superiori che si reincarnano.
GNANA (Sans.) – Conoscenza applicata alle scienze esoteriche.
GNANASAKTI (Sans.) – Il potere della vera conoscenza, una delle sette grandi forze della Natura (exotericamente, sei).
GNATHA (Sans.) – L’Ego Cosmico, l’Anima intelligente del Cosmo.
GNOMI (Alc.) – Il nome dato dai Rosacroce agli elementali dei minerali e della terra.
GNOMI neri – Il nome degli Elfi delle Tenebre, che si aggirano nelle buie caverne della terra e fabbricano armi ed arnesi per i loro padri divini, gli Aesir o Asi. Sono chiamati anche “Elfi Neri”.
GNOMO della morte – Nell’Edda dei Norvegesi, Iwaldi, lo Gnomo della Morte nasconde la Vita nelle profondità del grande oceano, e la fa risalire al momento giusto. La Vita è Iduna, la bellissima figlia dello “Gnomo”. Essa è la Eva dei Canti Scandinavi, perché dà da mangiare agli dei di Asgard le mele dell’eterna giovinezza, ma essi invece di essere maledetti per aver agito così ed essere condannati a morire, ridanno ogni anno rinnovata giovinezza alla terra ed agli uomini, dopo ogni breve e dolce sonno nelle braccia dello Gnomo. Iduna è fatta sorgere dall’Oceano quando Bragi (v.), il Sognatore della Vita, senza macchia o imperfezione, attraversa addormentato la silenziosa distesa delle acque. Bragi è l’ideazione divina della Vita e Iduna è la Natura vivente – Prakriti, Eva.
GNOSIS (Gr.) – Significa “conoscenza”. Il termine tecnico era usato dalle scuole di filosofia religiosa, sia prima che durante i primi secoli della cosiddetta Cristianità, per denotare l’obiettivo della loro ricerca. Questa Conoscenza spirituale e sacra, la Gupta Vidya degli Indù, si poteva ottenere solo tramite l’Iniziazione nei Misteri spirituali di cui i “Misteri” cerimoniali erano l’esternazione.
GNOSTICI (Gr.) – I filosofi che formularono ed insegnarono la Gnosi, o Conoscenza (v.). Fiorirono nei primi tre secoli dell’era Cristiana, e di essi i più eminenti furono Valentino, Basilide, Simon Mago ed altri (w.w.w.).
GNYPA (Scand.) – La caverna vigilata dal cane Garm (v.).
GOGARD (Zend) – Nell’Avesta, è l’Albero della Vita.
GONPA (Tib.) – Un tempio o monastero; una Lamaseria.
GOPI (Sans.) – Le pastorelle – le compagne di gioco di Krishna, fra le quali c’era sua moglie Radha.
GOSSAIN (Sans.) – Nome di una certa classe di asceti in India.
GRIHASTA (Sans.) – Capofamiglia, “uno che vive in casa con la sua famiglia”. Nell’interpretazione popolare ed anche nella gerarchia sacerdotale degli Indù è un Brahmano “sacerdote di famiglia”.
GUARDIANO Il Muro – Nome suggestivo dato alla schiera degli Adepti (Narjol) o Santa Collettività che si suppone vegli, aiuti e protegga l’Umanità. Sono i cosiddetti “Nirmanakaya” del Buddismo Settentrionale mistico (v. La Voce del Silenzio, Parte III)
GUFF (Ebr.) – Corpo; forma fisica; è scritto anche Gof.
GUHYA (Sans.) – Nascosto, segreto.
GUHYA VIDYA (Sans.) – La conoscenza segreta dei Mantra mistici.
GULLWEIG (Scand.) – La personificazione del metallo “dorato”. Nell’Edda vien detto che durante l’Età dell’Oro, quando la brama per l’oro e la ricchezza era sconosciuta all’uomo, “quando gli dei giocavano con dischi d’oro e nessuna passione turbava l’incanto della pura esistenza”, tutta la terra era felice. Ma non appena apparve “Gullweig (il metallo Oro) arrivò la strega incantatrice che, gettata tre volte nel fuoco, risorse ogni volta più bella di prima, e riempì le anime degli dei e degli uomini con il desiderio implacabile”; allora tutto cambiò. Ed è allora che le Norne (v.), il Passato, il Presente ed il Futuro, entrarono in esistenza, che la beata pace dei sogni dell’infanzia scomparve, e che nacque il Peccato con tutte le sue malefiche conseguenze. (da Asgard e gli Dei).
GUNA (Sans.) – Qualità, attributi (Vedi “Triguna”); un filo, anche una corda.
GUNAVAT (Sans.) – Ciò che è dotato di qualità.
GUPTA VIDYA (Sans.) – Lo stesso che Guhya Vidya; Scienza Segreta o Esoterica.
GURU (Sans.) – Istruttore Spirituale; un maestro nelle dottrine metafisiche ed etiche; usato anche per un istruttore di qualsiasi scienza.
GURU DEVA (Sans.) – Letteralmente, “Maestro divino”.
GUSCI – Nome Cabalistico per i fantasmi dei morti, gli “spiriti” degli Spiritisti a fenomeni fisici; chiamati così perché sono forme illusorie, prive dei loro principi superiori.
GYN (Tib.) – Conoscenza acquisita sotto la tutela di un istruttore adepto, o guru.
GYAN-BEN-GIAN (Pers) – È il Re delle Peri, le Silfidi nell’antica mitologia dell’Iran.

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